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Pasquetta Avgvsta

Pubblicato da Lucia Tolve

 

17 aprile 2017

Dopo lo scambio di auguri nella serata di mercoledì 12 aprile, presso il locale “American Graffiti”, è stata lanciata la proposta di organizzare il classico pic-nic di pasquetta nei prati.

Poi un rapido tam-tam con tanto di “chat” dedicata all’iniziativa e le adesioni che diventavano sempre più numerose. In breve il menu è già “on line” con tanto di foto di appetitosi manicaretti pronti da degustare.

Sabato vigilia di Pasqua Il nostro activities Pecos , accompagnato da altri bikers volontari, ha effettuato un sopralluogo ricognitivo nell’area individuata per la merenda, un’occhiata al meteo poi tutti pronti per il “Lunedi dell’Angelo”.

Partenza alle ore 10: Pronte 11 moto e alcune auto per accompagnare familiari, bambini e attrezzature da pic-nic non agevolmente trasportabili in moto e via verso le Langhe.

Dopo aver attraversato la campagna di Villastellone e Poirino, entriamo nella Provincia di Cuneo e ci avviciniamo alla rinomata zona delle Langhe con i noccioleti di Vezza d’Alba. Proseguiamo curva dopo curva lungo una strada costeggiata da vigneti fino a Neive e poi saliamo verso Mombarcaro, destinazione finale.

Il paese è definito “vetta delle Langhe” in quanto, con i suoi 896 metri sul livello del mare, è il comune di questo territorio situato a maggiore altitudine rispetto agli altri. Inoltre il nome deriva dalla vista panoramica che spazia, nelle giornate più limpide, fino a vedere il riflesso del mare in lontananza.

Ci fermiamo in un’area pic-nic attrezzata vicino ad un vecchio aereo da caccia posto come monumento e dall’alto ammiriamo il panorama che si estende tra le colline della Vallata del Belbo, l’Appennino Ligure, le Alpi Marittime e in lontananza spicca il Monviso.

Consumiamo il pic-nic come tradizione con una tavola imbandita molto ricca di pietanze tipiche preparate in casa: frittate, pizza, torte salate, carne in carpione, peperoni al forno, acciughe al verde, insalata russa, uova sode, pane al formaggio, l’immancabile colomba e deliziosi dolci preparati da Irene. Buon vino, digestivi tipici piemontesi e persino caffè e “bicerin” concludono la merenda.

Alcuni di noi si abbandonano a fare una “pennichella”, invece , per i meno pigri, una passeggiata in paese lungo le sue stradine ripide e una sosta davanti alla chiesa di San Michele Arcangelo del XV secolo ad ammirare il panorama, completano la giornata.

Al rientro si scende da Santo Stefano Belbo verso Carmagnola per poi raggiungere le proprie abitazioni dopo una giornata allegra, in armonia, assaporando una rilassante atmosfera in uno dei panorami più speciali della nostra bella regione.

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